Le favole parlano di principi e principesse che per fatalità si incontrano, lei bellissima, lui bellissimo ed entrambi perfetti…tutto accade come per magia e nonostante le disavventure poi si sposano e vivono per sempre felici e contenti.
Le telenovele e i messaggi dei mass media ci dicono che bisogna saperci fare, se si imparare l’arte della conquista e della seduzione, sei sei social, se sei ricco, se hai potere allora trovi tutte le anime gemelle che vuoi.
E’ qui l’inganno! La convinzione che l’anima gemella sia un oggetto, un qualcosa da possedere, un bene di consumo di cui ci si può appropriare, un tesoro che si può trovare solo se si e’ molto abili.
Sono questi messaggi, queste convinzioni che portano a costruire castelli di sabbia, che portano a farci facili illusioni e di conseguenza alle altrettanto facili delusioni e alle inevitabili rapide separazioni.
E’ possibile uscire da tale inganno solo se si acquisisce la consapevolezza che l’anima gemella non si trova ma si costruisce.
Non vi e’ dubbio che esiste il colpo di fulmine, l’attrazione fisica e mentale, non vi è dubbio che ci sono persone attraenti, apprezzabili, amabili con le quali e’ possibile e piacevole condividere la propria esperienza di vita per i loro valori, per il loro stile espressivo e per la loro capacita’ di relazionarsi. Ma questo non basta…questo ci rende solo potenziali anime gemelle.
Non si tratta, dunque, di affidarsi alla sorte, al destino, al potere, per incontrare la persona “giusta”, si tratta piuttosto di disporsi a “costruirsi anima gemella”.
Per diventare gemellabili con un altra persona si rendono necessarie alcune condizioni.
Una prima essenziale condizione e’ di natura individuale e riguarda la conquista dell’autonomia personale ed affattiva; un secondo traguardo da raggiungere e’ di natura relazionale e riguarda la reciprocita’ nel rapporto interpersonale.
L’autonomia personale ed affettiva, e’ la condizione primaria per costruire una relazione di coppia, perchè consente a ciascuno di sentirsi “separato” dall’altro e permette una relazione di condivisione. La condivisione infatti nasce dalla “pienezza” di ciascun membro della coppia che puo’ mettere in comune, e condividere, una reale ricchezza proveniente dalla propria unicità. In caso contrario avremmo una relazione di dipendenza, di “mutuo soccorso”, sempre precaria, che gli psicologi definiscono “simbiotica”.
Guadagnare la propria pienezza assume dunque il significato di piena accettazione di se’, di autonomia affettiva, di liberta’ dalle paure, particolarmente dalla paura della solitudine.
Il raggiungimento della reciprocità è un dare e ricevere naturale, spontaneo; significa sentirsi capace di pensare e apprezzare i pensieri dell’altro anche quando non si sposano con i nostri; stimare se stessi e stimare l’altro. La reciprocita’ e’ contraria alla competizione e nessuno nella relazione a bisogno di dimostrare all’altro di essere migliore; nella reciprocita’ ciascuno e’ soddisfatto di come e’ ed e’ soddisfatto di come e’ l’atro.
La reciprocita’ e’ la caduta delle pretese e della critica di se’ o dell’altro.
In tele percorso di costruzione viene meno il dubbio, la paura ossessiva di aver sbagliato la scelta del proprio partner e ogni energia viene investita nel costuire la relazione partendo dalla propria persona. Tutto questo consente alla coppia di avviarsi verso un nuovo traguardo: l’intimità.
Nell’intimità le anime si toccano, si fondono, si separano, danzano senza bisogno di essere gemelle, ma con la consapevolezza di essere diverse e simili allo stesso tempo.
Le vere anime gemelle sanno di esserci l’una per l’altra, lasciano che l’altra voli e cadi e si rialzi in libertà, si proteggono e si ammirano a vicenda, si perdono e si ritrovano come in una danza in un palcoscenico che è il loro.